Le origini della chiesa e del patronato di sant’Antonio di Padova a Procida

Il ritrovamento in soffitta da parte dell’Autore di antichi documenti, alcuni risalenti al XVII secolo, ha riportato alla luce la Platea della chiesa di sant’Antonio da Padova di Procida, ovvero il libro contabile del patronato ecclesiastico che la famiglia Cacciuttolo, poi estintasi nei Bassano, aveva ottenuto dalla Curia di Napoli avendo riedificato nel 1633 la chiesa su quella che fino ad allora era stata solo una piccola cappella. L’impresa fu realizzata grazie ai fondi incassati con la tassa sulla vendita del vino di cui i Cacciuttolo erano appaltatori.

15.00 

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Dettagli

Pubblicazione

Dicembre 2016

ISBN

978-88-96790-14-4

Formato

cm 15×21

Pagine

224

Prezzo

15.00 €

Autore

Antonello Bassano

E' nato a Roma l’11 maggio del 1948. Dopo il diploma di Maturità Classica ha vinto il concorso per l’ammissione all’Accademia di Sanità Militare che ha frequentato presso l’Accademia Navale di Livorno; nel 1976 si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa e poi si è specializzato in Oculistica e in Medicina dello Sport presso l’Università La Sapienza di Roma. Soddisfacendo la sua passione di sempre ha effettuato numerosi imbarchi su navi di tutti i tipi. Come medico sportivo, altra sua passione di gioventù, ha seguito le squadre della Marina Militare in missioni in tutto il mondo. Ha diretto l’Ospedale Militare di Taranto per poi tornare a Roma presso lo Stato Maggiore Marina, l’Ispettorato di Sanità e il Collegio Medico Legale della Difesa; nel maggio del 2011 ha raggiunto l’età della pensione dopo 41 anni di servizio con il grado di Ammiraglio Ispettore Medico. Con il maggior tempo a disposizione si è potuto dedicare al recupero e al riordino delle antiche carte di famiglia ritrovate nella soffitta della casa di Roma dove nacque. Ha pubblicato nel 2013 “Tufillo, la storia in una soffitta” (Nane Edizioni).

bassano.antonello@gmail.com

Ci si affaccia su un periodo storico, lungo più di un secolo, dal quale emergono non soltanto gli eventi storici epocali del tempo, ma anche la vita quotidiana dei procidani intesa come aspirazioni, interessi, progetti. Tutto ruota intorno alla chiesa di sant’Antonio e ai rettori del relativo patronato i quali, applicando negli anni il sistema creditizio del censo, ormai scomparso, ma allora molto utilizzato in tutta Italia, permisero il realizzarsi di una economia locale che fu il vero motore dello sviluppo edilizio e agricolo del tempo. Sono storie di persone vere, donne e uomini i cui cognomi sono ancora comuni nell’isola, della loro devozione per il Santo, della loro paura dell’aldilà. Dopo un secolo e mezzo bastò un editto napoleonico per cancellare tutto, ma quelle anime, grazie al manoscritto della Platea, sono tornate a raccontarci le loro storie terrene.